Energia

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Autorizzazione Unica (D.Lgs 387/03)

L’Autorizzazione Unica ai sensi dell’art 12 DLgs 387/03 permette “la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli impianti stessi…”

Ai fini del rilascio dell’Autorizzazione Unica ai sensi dell’art.12 del D.Lgs 387/03 e della procedura Abilitativa Semplificata ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 28/11 in particolare ad impianti alimentati a biomasse e biogas con potenza elettrica non superiore a 1 MW da realizzare in area agricola, le Amministrazioni Comunali e Provinciali sono tenute al rispetto di quanto definito dal Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’aria, che assume valenza prescrittiva nell’ambito del procedimento delle Conferenza dei Servizi, non solo sotto il profilo ambientale, ma anche sotto il profilo edilizio condizionando il rilascio da parte dei Comuni, dei titoli abilitativi alla costruzione degli impianti (nota prot. 9022 del 20/12/2012 della Direzione Affari Della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Ambiente, Energia).

Pianificazione energetica

Il Piano Energetico Regionale (PER) è lo strumento principale attraverso il quale la Regione programma, indirizza ed armonizza nel proprio territorio gli interventi strategici in tema di energia.

Si tratta di un documento tecnico nei suoi contenuti e politico nelle scelte e priorità degli interventi.

Un forte impulso a predisporre adeguate politiche energetiche è stato impresso dai profondi mutamenti intervenuti nella normativa del settore energetico, nell’evoluzione delle politiche di decentramento che col DLgs. 31 Marzo 1998 n. 112 hanno trasferito alle Regioni e agli Enti Locali funzioni e competenze in materia ambientale ed energetica.

Gli obiettivi fondamentali del PER della Regione Abruzzo si possono ricondurre a due macroaree di intervento, quella della produzione di energia dalle diverse fonti (fossili e non) e quella del risparmio energetico; più nel dettaglio, i principali contenuti del PER sono:

  • la progettazione e l’implementazione delle politiche energetico – ambientali;
  • l’economica gestione delle fonti energetiche primarie disponibili sul territorio (geotermia, metano, ecc.);
  • lo sviluppo di possibili alternative al consumo di idrocarburi;
  • la limitazione dell’impatto con l’ambiente e dei danni alla salute pubblica, dovuti dall’utilizzo delle fonti fossili;
  • la partecipazione ad attività finalizzate alla sostenibilità dello sviluppo.

L’articolazione del PER può essere ricondotta a due fasi fondamentali:

  • Analisi ed inquadramento della situazione attuale del territorio comprendente anche la redazione ed analisi del Bilancio Energetico Regionale ed ambientale
  • Definizione del Piano d’Azione

L’obiettivo del Piano di Azione del PER della Regione Abruzzo è sintetizzabile in due step:

  • Il Piano di Azione prevede il raggiungimento almeno della quotaparte regionale degli obiettivi nazionali al 2010
  • Il Piano d’Azione prevede il raggiungimento al 2015 di uno scenario energetico dove la produzione di energia da fonti rinnovabili sia pari al 51% dei consumi alla stessa data passando attraverso uno stadio intermedio al 2010 dove la percentuale da rinnovabile è pari al 31%

Inoltre, al fine di attuare le procedure previste nella Direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27.06.2001, il PER è stato sottoposto alla processo di VAS, procedendo attraverso incontri di concertazione coinvolgendo il pubblico, le Autorità con competenza ambientale e tutti gli stackhoders nelle seguenti date:

  • 12 maggio 2006 c/o area Fiera, Lanciano (CH);
  • 31 gennaio 2007 c/o Auditorium di Palazzo Silone, L’Aquila
  • 12 aprile 2007 c/o Auditorium Petruzzi, Pescara
  • 11 maggio 2007 c/o area Fiera, Lanciano (CH);
  • 31 maggio 2007 c/o Auditorium Petruzzi, Pescara.

Il Piano Energetico Regionale (PER), il Rapporto ambientale e la Dichiarazione di sintesi del processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sono stati approvati con D.G.R. n. 470/C del 31 agosto 2009. Verrà valutato dal Consiglio Regionale che ne definirà l’adozione.

Conto energia termico per piccoli impianti e interventi di efficienza energetica

Sul Supplemento Ordinario n. 1 alla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2013 è stato pubblicato il decreto interministeriale sul Conto energia termico che incentiva gli impianti termici e gli interventi di efficienza energetica di piccola dimensione, previsto dal Dlgs 28/2011. Il Decreto attuativo istituisce un sistema d’incentivazione per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni.

La normativa, che prende spunto dal Conto Energia, prevede 900 milioni di euro annui di cui 700 per i privati (persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito d’impresa o di reddito agrario) e 200 per la pubblica amministrazione a favore dei piccoli interventi di efficientamento energetico e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il Conto Termico si può dire che non è una detrazione fiscale ma un vero e proprio “assegno” che è erogato all’utente dal GSE e rappresenta un’alternativa non cumulabile alle attuali detrazioni del 50% e del 55%.

Per i privati l’incentivazione, che opera in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni, copre il 40% dell’investimento ed i tetti massimi sono variabili a seconda della tipologia di intervento e della potenza dell’impianto; ad esempio:

  • per un impianto solare termico da 4mq, con costo sostenuto 3.600 euro, l’incentivo sarà 1.360 euro in 2 anni;
  • per la stufa a pellet da 22kWt, con 4.000 euro d’investimento, ci saranno 1.392 euro di incentivo in 2 anni.
  • per un impianto con pompa di calore da 24 kWth, costo sostenuto di 6500 euro, incentivo spettante di 2.772 euro in 2 anni.

Il valore economico del contributo è calcolato in base ad una formula che tra i parametri include le zone climatiche e la potenza di apparecchi e caldaie suddivisa in classi omogenee. In base alla zona climatica e in particolare alla qualità del prodotto acquistato, grazie al coefficiente premiante (Ce) riferito alle emissioni di polveri, l’incentivo potrebbe addirittura coprire più del 40% del costo del prodotto.

Per quanto riguarda le amministrazioni pubbliche per l’accesso agli incentivi si potranno avvalere del finanziamento tramite terzi, del contratto di rendimento energetico o di un servizio energia, anche tramite l’intervento di una ESCO. L’incentivo sarà dato solo agli interventi che non hanno altri incentivi statali e, in particolare, gli interventi d’incremento dell’efficienza energetica negli edifici soggetti a incentivazione sono:

  • isolamento termico delle superfici opache che delimitano il volume climatizzato;
  • sostituzione di chiusure trasparenti e infissi che delimitano il volume climatizzato;
  • sostituzione d’impianti di climatizzazione invernale esistenti con generatori di calore a condensazione;
  • installazione di sistemi di schermatura e ombreggiamento non trasportabili per la protezione delle chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest.

Per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili sono previsti incentivi per azioni di:

  • sostituzione d’impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica, con potenza termica nominale inferiore a 1000 Kw;
  • sostituzione d’impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa con potenza termica nominale inferiore a 1000 Kw;
  • installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling, di superficie solare lorda inferiore a 1000 metri quadri;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

L’accesso agli incentivi prevede una domanda al GSE, presentando la scheda, fornita dall’ ENEA, che sarà presente sul sito GSE, firmata dal soggetto responsabile entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Alla domanda dovranno essere allegate le schede tecniche delle apparecchiature installate, l’asseverazione di un tecnico abilitato, le fatture attestanti le spese sostenute e l’autocertificazione sul mancato cumulo dei bonus con altri incentivi statali.

Se gli interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili prevedono una potenza termica nominale complessiva maggiore di 500 kW ed inferiore o uguale a 1000 kW, accedono ai meccanismi di incentivazione dopo l’iscrizione in appositi registri informatici gestiti dal GSE.

Valorizzazione Energetica delle Biomasse

La Regione Abruzzo ha sottoscritto un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente avente ad oggetto l’attuazione di un programma per la valorizzazione delle biomasse nel territorio della Regione Abruzzo.

Il Programma prevede la creazione di filiere complete per lo sfruttamento delle biomasse agro-forestali e residuali nella Regione Abruzzo: raccolta, trattamento, distribuzione, commercializzazione, utilizzo negli usi finali, termovalorizzazione in impianti dedicati.

Per biomasse agro-forestali si intende il materiale vegetale prodotto da interventi selvicolturali, da manutenzione forestale, da potatura, da trattamento esclusivamente meccanico di coltivazioni agricole; per biomasse residuali si intende materiale vegetale prodotto dalla lavorazione artigianale e industriale di legno vergine, residui zootecnici, frazione organica degli RSU.

L’obiettivo del programma è quello di attuare un progetto pilota per la valorizzazione della biomassa, creando filiere efficienti che possano consentire la definizione di linee guida atte a favorirne la replicabilità su scala regionale. I benefici attesi dalla realizzazione del programma sono:

  • presidio e manutenzione sistematica del territorio forestale e montano con riduzione del rischio incendi e contenimento del dissesto idrogeologico;
  • creazione di occupazione connessa alle attività economiche di filiera e ad ulteriori attività indotte (ecoturismo, bioagricoltura);
  • formazione ed informazione sulle filiera della biomassa verso il settore pubblico e privato;
  • valorizzazione energetica di rifiuti dell’industria del legno, della frazione organica degli RSU e dei residui zootecnici;
  • risparmio energetico;
  • riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili;
  • riduzione delle emissioni di gas serra.

PACC Abruzzo: Resilienza e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici

La Regione Abruzzo, in collaborazione con CDCA e Climalia, ha avviato il progetto PACC Abruzzo.

Il territorio abruzzese, a causa delle sue intrinseche caratteristiche orografiche, territoriali e socioeconomiche e della sua ubicazione, è una delle regioni dell’intero territorio italiano con la più alta vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Ciò è dovuto al fatto che la regione è caratterizzata dalla più alta diversità climatica dell’Italia peninsulare, passando dal clima temperato-caldo della fascia costiera al temperato freddo dei maggiori rilievi appenninici.

Il progetto PACC Abruzzo – Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo ha come primo impegno la formulazione di un profilo climatico della Regione Abruzzo dal quale poi sviluppare un piano di adattamento specifico per la Regione.

Per la formulazione di un piano di adattamento che sia efficace è assolutamente indispensabile il coinvolgimento delle varie parti interessate.

Il PACC Abruzzo intende assicurare, a tal fine, un processo attivo di partecipazione degli stakeholder. Il loro coinvolgimento, infatti, garantirà l’identificazione di capacità resilienti al fine di favorire la loro sistematizzazione nella futura strategia.

In questo modo si potranno assicurare elevati livelli di accoglienza delle strategie di adattamento, oltre che il coinvolgimento e impegno dell’intera società.

Certificazione energetica degli edifici

Dal 1 settembre 2013, come stabilito con DGR n. 567/2013, gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) vanno trasmessi alla Regione Abruzzo esclusivamente attraverso il Sistema Informativo per la Certificazione Energetica degli Edifici realizzato in collaborazione con ENEA al seguente link: https://www.certificazione-energetica-edifici.enea.it/abruzzo. Ogni altra modalità di trasmissione non consente l’accettazione e la registrazione dell’Attestato che pertanto risulta a tutti gli effetti di legge non trasmesso.

Stop all’autocertificazione in classe energetica G

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13/12/2012 il Decreto Ministeriale 22 novembre 2012 “Modifica del decreto 26 giugno 2009, recante: «Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.».” Con le modifiche alle Linee Guida, apportate dal suddetto Decreto, viene abrogata la possibilità per i proprietari di edifici energivori di effettuare l’autodichiarazione di classe G . L’autodichiarazione potrà essere sostituita con una delle procedure di certificazione semplificate già definite dal Dm 26 giugno 2009, paragrafo 5.2, punto 2 che prevedono una diagnosi energetica semplificata svolta da un tecnico abilitato.

Dal certificato all’attestato di prestazione energetica degli edifici

L’attestato di prestazione energetica (APE) ha sostituito il tradizionale attestato di certificazione energetica (ACE). Per la redazione dell’APE restano al momento confermate le modalità di calcolo già utilizzate per l’ACE. La nuova metodologia di calcolo delle prestazione energetiche degli edifici, così come previsto dal Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63 entrerà in vigore con l’emanazione di prossimi provvedimenti. La circolare n. 12976 del 25 giugno 2013 del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Energia allegata fornisce chiarimenti sul periodo di transizione.

 

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